venerdì, giugno 06, 2008


E' così complesso descrivere un luogo non nuovo. E' come se tu dovessi un bel giorno iniziare a guardare una persona conosciuta come un perfetto estraneo: non però in virtù di un fatto sconcertante, bensì per tua personale iniziativa. Amplifichi i sensi, la guardi notando qual'è la sua mimica, la sua gestualità, come si veste. La annusi, in segreto, cercando di captarne il profumo inconfondibile. La ascolti:il suo tono di voce, i suoi modi di dire, le pause, le riprese, i silenzi. Se puoi la tocchi: la morbidezza o la ruvidezza della mano, la consistenza dei tessuti con cui si copre. Gustarla è un privilegio che forse non ti puoi permettere, essendo questo riservato agli amanti. Ecco: un bel giorno decidi di partire e non per luoghi lontani, colmi di suggestioni, misteri e nuovi allettamenti. Parti per una zona della tua città, il che vuol dire per altrove, in un certo qual senso. E' uno strano "lontano da dove".
Una prova sensoriale che mira ad abbattere le tue banalità, scardinare il tuo senso critico, pur conservandone il tratto oggettivo, un mettere i piedi in una dimensione sconosciuta: quella dello spettatore nello schermo.

Laurence Olivier in Hamlet

Rear Window (The Kiss)

Silver Screen Classic: Woman of the Year

miti che ti affascinano fin dall'infanzia...