lunedì, gennaio 07, 2008


The squirrel
Lo scoiattolo che vedete è uscito allo scoperto (ci è quasi venuto in mano) dopo che si era dato una bella grattatina alla schiena su un'alberello scheletrito di Hyde Park. Ci è saltellato intorno, ci ha osservato con curiosità, poi è ripartito per altri lidi, con delicata giocondità.
La leggerezza
Mi era stato sempre descritto come un popolo serioso e bacchettone, molto attento all'etichetta, ma osservando bene gli inglesi che ho avuto il piacere di incontrare e per inglesi intendo anche le persone naturalizzate, mi sono resa conto che forse questi preconcetti fanno un pochino sfatati. Non voglio entrar nel merito della serietà (che all'occhio del visitatore e soprattutto del turista consumato, si presenta come educazione e rispetto) e del rispetto delle tradizioni ( che, peraltro si consumerà in privato o nell'ambito sociale e lavorativo). Quello che appare ad uno sguardo fugace è il comportamento di un popolo che sta armoniosamente sta completando un puzzle di convivenza multietnica notevole. Il "non inglese" dimostra una fierezza di inserimento in ruoli e competenze sempre maggiori. Tuttavia credo i problemi di inserimento delle varie etnie non siano ancora completi (i gruppi della stessa etnia sono quasi sempre omogenei, ma spesso si vedono giovani di diversa etnia relazionarsi con spontaneità e confidenza, molte le coppie miste..): le generazioni giovani completeranno l'opera.
Molti, moltissimi gli italiani che vivono e lavorano a Londra, nel settore del commercio e della ristorazione. Trent'anni fa non erano così tanti: il che fa pensare che molti abbiano espatriato in questi anni. Moltissimi i giovani in età universitaria che lavorano in esercizi commerciali come coffee bar, negozi e grandi magazzini. Un'unico dispiacere: spesso anche se ti sentono parlare in italiano con il tuo amico o famigliare, fanno finta di niente e non ti dicono di essere italiani (ma lo scopri appena parlano con un collega o, ancor peggio dalla targhetta del nome). Gli italiani all'estero si vergognano di essere italiani? Hanno forse ragione?
Beh, a volte sì: non sempre il comportamento dell'italiano turista è rispettoso. Un'aneddoto gustoso: un giorno io e mia figlia ci siamo concesse un pranzo in una catena di ristoranti specializzati in carne pregiata (gli Angus Steak House). Pur stando attente a ciò che sceglievamo, avevamo fatto una scelta inusuale per noi, ma cosciente.
Due tavoli più in là, una coppia di italiani sui 50 anni. Arriva il conto (ah, tanto per saperlo, al 99% nel conto non è compreso il servizio). Reazione:
"sti cazzi! Col cazzo che gliela lascio la mancia a questi qui!" tutto ad alta voce. Piccola precisazione: il menu con relativi prezzi era esposto anche all'esterno del ristorante. A voi gli eventuali ma non indispensabili commenti.
Secondo aneddoto: in vacanza si è felici, e va bene così. Sei grato per la vacanza, ed è giusto. Gruppo di due coppie italiane sale sulla carrozza della metropolitana e si piazza come in un calcio di rigore, davanti all'uscita. Parla a voce alta, due si baciano ripetutamente e poi fanno la guerra del solletico. Nel frattempo si arriva in stazione. E da quella porta non riesce ad uscire ed entrare la gente, se non urtandoli o chiedendo loro di spostarsi.
Dove si trovano molti italiani? Da Burberry, dove una sciarpa (la più amata dagli adolescenti snob italiani) rigorosamente in cachemere costa 140 sterline, dove vi sono aree limitatissime di saldi e dove le borse costano non al di sotto delle 200 sterline. Loro comprano, comprano.
Da Fortum and Mason's, ma non per i saldi. Nei negozi più in di Bond Street, ma anche da Selfridges e soprattutto da Harrods. In compenso non ne ho sentito nessuno da Abercrombie & Fitch, tempio dell'abbigliamento
giovane e fighetto per adolescenti bene, dove mi ha portato di forza mia figlia. Prezzi "italiani" (non alti, ma neppure da mercato), molto ricercato per la semplice raffinatezza del mastodontico negozio in Brookfield str. in cui commessi e le commesse sono rigorosamente under 20 e tutti belli. Bei ragazzi ti aprono la porta del negozio e, se sei adolescente e hai "fortuna", ti può capitare che sia presente anche qualcuno dei loro mitici modelli (quando siamo andate noi ce n'era uno a torno nudo sull'uscio: io da mamma gli avrei detto "e coprete fijio mio..." mia figlia a momenti sveniva).
Squirrell, non solo come delicatezza e leggerezza, ma anche come velocità.
Gli inglesi corrono, ma...raramente verrete urtati da un autoctono.
Sulle scale mobili del metrò, occhio a tenere la destra, perchè, differentemente dalla circolazione stradale del luogo, qui vige la corsia di sorpasso a sinistra. Non vi fate trovare impreparati. Pena un "excuse me" che vi trapanerà un timpano e vi lascerà sensi di colpa fino alla fine della giornata. Gli inglesi rispettano le code: preconcetto così bello......
Gli inglesi hanno un traffico dell'accidente e pochi semafori, ma come fanno? Hanno pulsantiere ai pochi semafori che permettono di desiderare ed ottenere il verde, ma come fanno? Rispettano i passaggi pedonali: ma come fanno?
Hanno milioni di taxi, radiotaxi, navette per qualsiasi posto e ancora riesci a fermare un taxi al volo. Perchè noi no? I taxi sono talmente largi nel luogo nel passeggero che ti puoi sedere con un baule due cani ed i sacchetti della spesa. Da noi in queste condizioni non ti accettano manco morto.
I bus alle fermate aspettano qualche minuto e se vedono che non arriva nessuno ma proprio nessuno, ripartono. Prova tu ad arrivare al tuo bus a Milano correndo con la lingua fuori nel momento in cui da verde scatta il rosso oppure il bus ha chiuso le porte, ma è ancora in fermata: col cucù che ti fa salire.
Rispetto, rispetto, rispetto. Accoglienza, leggerezza, serietà e indipendenza.
Parola di squirrel

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