venerdì, giugno 15, 2007

mah....illusioni e delusioni

circa un annetto o un annetto e mezzo fa, accarezzai l'idea di un progetto: un blog sul mio modo di vedere la vita. Vedere nel vero senso della parola: ciò che avrei voluto esprimere in realtà era il mio senso della vita fino a quel momento. Descrivere come e perchè la nostra vista aveva un influenza capitale nel nostro leggere le situazioni in cui l'esistenza si sviluppava; come questo poteva interferire nel nostro sentire, nella nostra capacità di giudizio, nel nostro reagire, soffrire e scegliere. L'obiettivo era: mostrare come, nella mia vita fino ad allora (e fino ad oggi) avevo capito la limitatezza del senso "vista". Il più fallace dei sensi dopo il tatto.
Credo fosse un impresa monumentale. Ma ero profondamente convinta di ciò che volessi fare. E allora iniziai, su splinder, il blog "carlaconvista".
In capo a pochi giorni, dopo pochi, pochissimi posts, arrivò un commento.
Un commento che suonava come un avvertimento, un consiglio da amico, "una proposta che non potrai rifiutare".
Suonava più o meno così (ma se il blog esiste ancora, forse anche il commento è visibile) : "stai molto bene attenta a ciò che fai".

Beh, sapevo a cosa sarei andata incontro: prima di tutto l'abbiocco facile del lettore, l'accusa di seghe mentali ripetute, l'abbandono del blog per maltrattamenti psicologici..

Immaginavo anche di calpestare, ma solo a parole, qualche interesse: ma non più e sicuramente non così profondamente di quanto non sia stato fatto da persone professionalmente più preparate o comunque più profonde: sociologi, psicologi, psichiatri, filosofi, studiosi della comunicazione mediatica...non gentaglia, quindi...

Il mio era un progetto umile, basato sull'esperienza diretta, molto personale. Nessuna presunzione, nessuna aspettativa. Forse solo bisogno e necessità basica vitale.

Brindo oggi a quell'anonimo. Al suo post, al suo avvertimento. Brindo alla mia limitatezza di allora: quella che mi ha fatto desistere e, credo a torto, mi ha impaurito, non facendo altro che avvalorare la mia umile tesi: persino io mi ero fatta abbindolare dalla mia vista. Dalla vista di quelle parole, di quella espressione. Parole e memoria mi hanno fregato.
Alla malora la mia assoluta mancanza di relatività in quel momento.
Il progetto CARLACONVISTA vive ancora.