
Coccole...
La mattina mi svegliava cantando, faceva entrare la luce nella stanza, mi dava un bacio e poi mi aspettava in cucina, per sedersi con me a bere prima il the, poi più tardi negli anni il caffè.
Mi chiedeva come avevo dormito, preparava il pranzo e profumava di buono, emanava un profumo di fresco, floreale, pulito. Me l'abbracciavo tanto.
Era come perdersi in qualcosa che è più grande, più profondo. Qualcosa che non ha fine. Non era mai necessario chiedere le coccole, mai scontato riceverne. Potevi anche essere lontana mille miglia e quelle coccole erano insieme a te. A volte le coccole erano un sorriso, una parola di sostegno, un gesto affettuoso, un silenzio quando necessario.
Tornare a casa dopo mesi all'estero e trovare un vaso colmo di fiori, un piccolo pensiero, un grande abbraccio e un ambiente caldo profumato di buono. Buon cibo, lenzuola morbide con l'odore di quand'eri bambino e buoni libri, i tuoi. Buoni amici, quelli di tutti. Amici da incontrare, coccolare, ascoltare,ridere e piangere. Amici con i quali camminare a lungo, condividendo emozioni, pensieri estemporanei, ma anche con cui discutere e anche litigare. Cose da conoscere, tante, un'immensità. Cose da dividere,tante, un'immensità. Cose da vivere: un'immensità. E poi musica, arte colori amonia forme, libri parole tuffarsi dentro dimensioni vicine o sconosciute, natura aria terra acqua ed energia, correre e abbandonarsi. Coccole..
E poi incontrare tanta gente, di tutti i paesi e tradizioni e scambiarsi pensieri, idee e passioni, rimanere a bocca aperta a tanti racconti, fare esperienze insieme e poi scoprirsi vicini nel cuore, nel profondo, sentirsi sempre come a casa, ovunque e con chiunque. Coccole...
E il lavoro, scoprirsi in un contesto complesso, mettersi alla prova, giocare ciò che si è, scoprire che a volte non interessa a nessuno, a volte si. Scoprire che a volte dai tutto e a volte per oscuri disegni non ti vien chiesto nulla oppure più di tutto. E devi oltrepassare i limiti, della pazienza, della resistenza, di ciò che finora avevi sperimentato. Scoprire i tuoi valori inviolabili, che sono alla base delle tue scelte. Scoprire i limiti dei tuoi principi e intuire che puoi andare oltre. Coccole....
E poi i figli, sapere che non c'è dono più grande, sfida più dura,
responsabilità più forte, ma anche gioco più bello, specchio più sincero, emozione sconfinata, ansia più profonda, ottimismo più incrollabile, tenerezza, autoanalisi, fiducia.Coccole...
E poi l'amore, crocevia di ogni cosa. Non ha seguito, non ha coccole.
Ho trovato coccole in ognuna delle cose descritte, la vita mi ha coccolato, le difficoltà e i dolori mi hanno coccolato, gente di ogni nazionalità mi ha coccolato, figlia e amici mi hanno coccolato. Persino i nemici mi hanno coccolato. Lo hanno fatto disinteressatamente (neppure amici e detrattori sono riusciti a farlo con interesse). A conti fatti posso dire che Dio mi ha coccolato. Io ho seguito l'istinto e con gioia ho coccolato e coccolato. Ma qualcosa sento che sia necessario che si compia:
la coccola del mio complemento, l'uomo. La coccola sua e quella mia, perchè questa coccola l'ho raramente incontrata e conosciuta. E la costante è per me un mistero. Ho conosciuto passione e ardore, con la quale ho potuto guadare fiumi, attraversare mari, abbattere muri.
Non ho ancora conosciuto l'equilibrio e l'armonia in quest'incontro, sebbene mi sia così naturale nell'incontro con il prossimo. C'è qualcosa di incoerente e destabilizzante in tutto ciò, qualcosa che non porta al compimento.
Qualcosa di così atroce e doloroso in tutto ciò, da svilire ogni afflato.
Ricomporsi, ritrovarsi, per dar voce ad ogni cosa, per dare coccole all'universo.









